Politica dei redditi: al via giovedì 23 novembre un ciclo di assemblee zonali con i lavoratori e i pensionati

Va posto un forte argine alla perdita di potere d’acquisto dei redditi da lavoro e da pensione, per evitare il rischio della caduta in povertà di molte persone, anche lavoratori e pensionati. I sindacati ribadiscono al Governo la richiesta di aprire con urgenza un tavolo di confronto sulla politica dei redditi
 
aprono una nuova fase di mobilitazione a sostegno delle proposte inviate al Governo e alle forze politiche sulla politica dei redditi, finalizzate a realizzare interventi di sostegno ai redditi più bassi nell’ambito della legge di bilancio per il 2024, che dovrà essere approvata entro fine 2023. Le prime due assemblee sono in programma giovedì 23 novembre presso il Teatro “Nuovo” di Dogana, con inizio rispettivamente alle 9.30 e alle 15.00. Il calendario completo è consultabile presso i siti e le pagine Facebook di CSdL – CDLS – USL. Il ciclo di assemblee si conclude giovedì 30 novembre. Sulle condizioni di vita dei lavoratori e dei pensionati, sottolineano le tre organizzazioni sindacali, pesa l’aumento generalizzato del costo della vita, a causa del quale molti faticano ad arrivare alla fine del mese pur lavorando, con il rischio che sempre più persone scivolino nella fascia di povertà. Fin dal febbraio scorso le organizzazioni sindacali hanno inviato al Governo un articolato documento di richieste, sollecitando l’apertura di un tavolo di confronto, mai attivato. Da allora le richieste sindacali sono state adeguate all’incremento del costo della vita. Si chiede, tra le altre cose, di recuperare sulle buste paga un 10% di potere d’acquisto per redditi annui fino a 25.000 euro lordi, da ridursi proporzionalmente fino ad azzerarsi oltre i 35.000 euro annui. Questo obiettivo si potrà realizzare in parte attraverso la riduzione dei contributi pensionistici, e in parte applicando la legge tributaria, laddove prevede che gli scaglioni di reddito imponibile vadano adeguati all’inflazione, concentrando il risparmio fiscale sui redditi più bassi. Quest’ultimo punto non graverebbe sul bilancio dello Stato. Gli assegni familiari, cresciuti del solo 10%, vanno ulteriormente aumentati fino al 30%, pari al valore dell’inflazione per gli anni trascorsi. Anche il reddito minimo familiare va incrementato, rivedendone i requisiti d’accesso: attualmente sono talmente stringenti che ne beneficiano solo pochissime persone. È improcrastinabile l’apertura di un tavolo sulla politica dei redditi affinché quel dialogo di cui a fasi alterne si sente tanto parlare, possa finalmente iniziare a sfociare in soluzioni concrete ed efficaci a beneficio dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie. Inoltre occorre estendere il diritto alle indennità legate alla maternità a tutte le donne disoccupate. Le assemblee saranno anche l’occasione per illustrare il Decreto Delegato n. 120/2023 in materia di lavoro, ratificato in Consiglio e scaturito dall’accordo tripartito firmato da Governo, Sindacati e Associazioni di categoria lo scorso 16 ottobre. Un’occasione anche per esprimere solidarietà e sostegno ad ogni iniziativa diplomatica che possa portare al cessate il fuoco nel violento conflitto israelo-palestinese, per salvare tantissime vite umane, permettere i soccorsi, le cure mediche necessarie e l’arrivo degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, e consentire il rilascio degli ostaggi israeliani nelle mani dei terroristi di Hamas. Va ripreso il percorso per la concretizzazione degli accordi che prevedono l’esistenza di due Stati, israeliano e palestinese, che possano coesistere pacificamente. Analogo impegno per la pace va assunto per il conflitto russo-ucraino e per tutti gli altri scenari di guerra presenti nel mondo.
 

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