L’Ospedale di San Marino non ha il reparto di lunghissima degenza e così capita che pazienti oggettivamente impossibili da gestire a casa, perché magari necessitano di essere aspirati ogni ora, o a causa di altre esigenze mediche, finiscano in delle RSA dotate di personale specializzato in questo tipo di patologie. Si tratta tuttavia di strutture a pagamento che non tutti possono permettersi. Spesso infatti se il paziente ricoverato non ha una pensione sufficiente a coprirne il costo, il carico ricade sui familiari. Siamo abituati a sentirci dire che il nostro è un Sistema Sanitario Universalistico ma, riflettendoci bene, in questo caso non lo è. Se ci sono persone che decidono liberamente di affidare un proprio familiare alle cure di una RSA, c’è anche chi si trova costretto a farlo non avendo altra alternativa, a meno di non avere le risorse per costruire un piccolo ospedale nella propria abitazione, dotandola di sofisticati e costosi macchinari e assumendo delle professionalità h24.
Il Progetto di Legge che modifica la Legge sulla Famiglia ha fatto notevoli e apprezzabili passi avanti in merito al tema del caregiver, introducendo un sussidio e prevedendo il riconoscimento dei contributi figurativi per questa figura. Sussidi che giustamente cessano nel momento in cui la persona non più autosufficiente viene ricoverata presso una struttura. Quando tuttavia il ricovero in struttura si rende necessario per la sopravvivenza stessa del paziente, è ISS che dovrebbe farsi carico delle relative spese e non lasciare invece che tutto gravi sulle spalle dei familiari. Stessa cosa dicasi quando un anziano non autosufficiente opti per l’assunzione di una badante: se esso non è in grado di far fronte per intero al costo della stessa, sarebbe giusto riconoscergli un sussidio per contemperare il diritto alla salute con quello di un salario dignitoso da riconoscere a chi fa un lavoro che, nel prossimo futuro, sarà sempre più necessario e che, presumibilmente, non verrà soppiantato dalla IA.
L’auspicio della Federazione Pensionati USL è che questi aspetti vengano considerati nel dettaglio: sempre più persone oggi soffrono perché non possono prendersi cura come vorrebbero dei propri familiari malati o non autosufficienti. Uno Stato che voglia crescere e guardare al futuro deve avere la lungimiranza di iniziare da qui: ampliare i servizi esistenti e non pensare di ridurli. Una soluzione, anche per reperire nuove risorse, potrebbe essere creare partnership con Università di Medicina che riescano ad accrescere la platea degli aventi diritto, mantenendo prioritaria l’assistenza ai sammarinesi ed estendendone le tutele.
San Marino, 26/04/2026 Federazione Pensionati USL