USL ha preso parte alla trasferta di sabato 16 maggio organizzata dalla Segreteria di Stato per il Territorio, con l’obiettivo di toccare con mano due realtà di Co-housing, rispettivamente a Fidenza e San Lazzaro di Savena.
Si è trattato di un’esperienza molto positiva, una visita che ha senz’altro contribuito ad ampliare gli orizzonti e mostrare un punto di vista diverso.
Quella del Co-housing è una sfida importante perché foriera di una forma mentis nuova, una forma di coabitazione che pur essendo già realtà in Italia, non trova però ancora un riferimento dal punto di vista normativo. Qui a San Marino abbiamo invece già una Legge che sicuramente andrà valutata e migliorata negli anni, dalla quale la speranza è che possano nascere tutta una serie di realtà dalla forte valenza sociale.
Sconfiggere l’isolamento, non soltanto degli anziani, è un obiettivo ambizioso e il primo passo è fare in modo che le persone tornino ad avere fiducia le une nelle altre. Non a caso in una delle due realtà di Co-housing che abbiamo avuto modo di vedere e ‘studiare’, ciascuna abitazione è stata progettata con ampie vetrate, proprio per ribadire il senso di apertura che si contrappone alla tendenza ad isolarsi e che, purtroppo, influisce negativamente sulle relazioni sociali che stanno alla base della salute psicofisica delle persone. L’incontro con il vicino di casa non è casuale ma ricercato e voluto, esso rappresenta il vero valore aggiunto di questo nuovo modo di abitare.
Ciò di cui abbiamo avuto esperienza sono famiglie con varie competenze che assieme hanno deciso di portare avanti un progetto di qualità dove gli anziani, pur avendo ciascuno il proprio appartamento, convivono con i giovani e i bambini, garantendosi così un reciproco benessere. L’unione consente di costruire abitazioni di maggior pregio, ecosostenibili e indipendenti dal punto di vista energetico, con spazi comuni a disposizione di tutti. I conflitti che di solito si generano quando si coabita possono essere superati con l’aiuto di un facilitatore che, spesso, non è nemmeno necessario, tale è la sensibilità di chi decide di convivere in questo modo.
Fare comunità aiuta a risolvere quasi tutti i problemi che oggi affliggono le persone che lavorano e magari non sanno a chi affidare i figli o i genitori e nonni anziani. Anche chi semplicemente vive in un condominio ha oggi l’opportunità di farsi ‘contaminare’ dall’esempio della coabitazione solidale.
Vale dunque la pena soffermarsi a riflettere su questi esempi, rimettere la persona al centro, darsi da fare per trasformare i progetti che potrebbero aumentare il benessere della collettività, in realtà concrete.
San Marino, 20/05/2026 Unione Sammarinese Lavoratori – USL