Severini intervista Francesca Busignani
“Siamo un sindacato abituato a non essere autoreferenziale e ad ascoltare i nostri iscritti”
Segretario Busignani, siete il primo Sindacato del Paese nella Pubblica Amministrazione, il rinnovo del Contratto è uno dei temi che state trattando adesso. Cosa vi aspettate?
“Ci aspettiamo un rinnovo serio e rispettoso dei lavoratori. Siamo già in ritardo di quasi un anno e mezzo dalla scadenza del precedente, finalmente è stato attivato il Tavolo di confronto, dove siamo stati molto chiari con i nostri interlocutori: i dipendenti della Pubblica Amministrazione non possono essere trattati diversamente dagli altri lavoratori del Paese. Se gli altri Contratti sono stati rinnovati con determinate percentuali, per la PA non si deve ragionare al ribasso.”
Quindi, qual è il punto di partenza per il pagamento dell’anno trascorso e per iniziare a parlare di quest’anno?
“Il 3% per il 2025 è il minimo sindacale. Non è una richiesta straordinaria, è una questione di equità. Nessuno può pensare di iniziare a trattare questo rinnovo se prima non viene dato immediatamente questo aumento per il 2025; questa percentuale è in linea e riconosciuta negli altri settori.”
C’è chi sostiene che le finanze pubbliche non consentano grandi margini.
“È una frase che sentiamo da anni. Nel frattempo, i lavoratori hanno continuato a perdere potere d’acquisto. A un certo punto bisogna decidere se i dipendenti pubblici sono una risorsa o il problema del bilancio dello Stato sono i loro stipendi”.
Secondo voi qual è la risposta?
“La risposta è evidente: gli stipendi dei lavoratori non sono il problema, ma sono le inefficienze che pochi affrontano fino in fondo o che vengono affrontate in modo tardivo e non sinergico né con i dipendenti né con i fruitori dei servizi, sono gli sprechi, sono le lungaggini burocratiche, che sono il raddoppio di lavoro per documenti già in seno alla PA che fanno perdere tempo a dipendenti e cittadini, e il tempo è denaro…. Se si vogliono recuperare risorse si intervenga lì.”
Cosa intende per inefficienze?
“Ad esempio, procedure inutilmente complicate, organizzazioni che possono essere migliorate, spese che non producono benefici reali per i cittadini. È lì che bisogna avere il coraggio di intervenire, ci vuole buon senso; non sul salario di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali al Paese.”
Quindi la giusta retribuzione non è un costo?
“No, è un investimento. Un lavoratore motivato, valorizzato e adeguatamente retribuito lavora meglio e garantisce servizi migliori. Pensare di comprimere o non riconoscere i giusti stipendi significa indebolire tutto il sistema.”
Negli ultimi anni i dipendenti pubblici hanno perso potere d’acquisto?
“Senza alcun dubbio. L’inflazione e l’aumento generale del costo della vita, con un mancato rinnovo durato ben 12 anni, hanno eroso una parte importante del valore reale delle retribuzioni. È una situazione che si è creata nel passato, ma che non può essere ignorata o cancellata con un colpo di spugna oggi.”
Qual è il messaggio che volete lanciare?
“Che il tempo dei sacrifici chiesti sempre agli stessi è finito. I lavoratori della Pubblica Amministrazione meritano un rinnovo contrattuale dignitoso e in linea con gli altri contratti. Le risorse vanno cercate combattendo sprechi e inefficienze, non continuando a chiedere rinunce a chi lavora.”
In una frase, qual è la vostra mission?
“Difendere il valore del lavoro. Perché un Paese cresce quando valorizza le persone che lo mandano avanti ogni giorno, non quando risparmia sulle loro buste paga, e questo è un concetto valido sia nella pubblica amministrazione che nel privato”.
A che punto siete con la trattativa?
“Ad oggi abbiamo fatto due incontri, diciamo politico-sindacali, a cui abbiamo presentato come Segretari Generali per dettare le linee guida; è chiaro che i prossimi saranno più tecnici e verranno seguiti dalle Federazioni di pertinenza.”
Chi rappresenta USL a questi incontri?
“Il Segretario della Pubblica Amministrazione di USL è Simona Mazza. Persona competente, attenta ai bisogni dei lavoratori e che ha un’ottima capacità di analisi e di sintesi; direi che, col suo lavoro e con quello del suo staff che coordina egregiamente, persone che mettono il cuore oltre l’ostacolo, si è ampiamente meritata di essere un punto di riferimento per i dipendenti pubblici.”
Tornando alla trattativa, cosa si auspica?
“Auspico vivamente che la trattativa si sviluppi in maniera intelligente, lungimirante e con assunzione di responsabilità di chi dovrebbe sapere che il dipendente pubblico è una risorsa e va valorizzato. A onor del vero diversi Segretari di Stato hanno dato prova di voler andare in questa direzione, vedremo se sarà questa la visione prevalente.”
Se così non fosse e gli aumenti fossero inferiori?
“Siamo un sindacato abituato a non essere autoreferenziale e ad ascoltare i nostri iscritti, riporteremo, così come stiamo facendo, il work in progress e saranno i lavoratori a decidere che cosa gli può andar bene, che cosa no e che cosa mettere in campo se non si arrivasse al rinnovo in linea con la giustezza degli altri rinnovi”.
Marco Severini